Il buon senso del Titanic

Ricorre oggi il centenario dell’affondamento dell’inaffondabile Titanic.

Lo ricordo con questo paragrafo, estratto da “Meno 100 chili”, che avevo voluto intitolare “Il buon senso del Titanic“:

“La punta di un iceberg. I rifiuti urbani sono solo la punta di un iceberg.
Me lo ripeteva con insistenza il responsabile di Legambiente quando, da pochi giorni, il sindaco mi aveva chiamato a ricoprire il ruolo di assessore. Agricoltura, ambiente, protezione civile. Tre deleghe “leggere” per una città cuore dell’enogastronomia
mondiale, in mezzo a colline da patrimonio dell’Unesco, appena uscita con le ossa rotte da un’alluvione, che ha lasciato dietro di sé qualche decina di morti. Così, ancora oggi, ho quell’immagine dell’iceberg davanti agli occhi. E oggi, mentre scrivo, l’iceberg mi fa venire in mente il Titanic . L’ RMS Titanic .
La massima espressione della tecnologia navale, ed era il più grande, veloce e lussuoso transatlantico del mondo. [...] Il Titanic era un gioiello di tecnologia ed era ritenuto praticamente inaffondabile.
La storia la conosciamo tutti. Grazie anche a James Cameron, Leonardo di Caprio e Celine Dion.
Ma forse la viviamo come un grande film, o al massimo come la rievocazione di un evento drammatico. Ma di drammatico c’è la metafora dell’arroganza umana. Il pensare di essere inaffondabili. Invincibili. Il pensare di spingere i motori al massimo, anche quando solo due eliche su tre, tra l’altro le più piccole, sono a direzione invertibile. Quando poi un pezzo di ghiaccio, preso di striscio, ti affonda in poco più di due ore e mezza. Non riesco a non pensare all’insostenibilità di alcuni nostri comportamenti, al fatto che in terza classe ancora oggi ci siano molte più persone che in prima. Che di scialuppe di salvataggio non ce
ne sono per tutti. Che vogliamo calare le scialuppe caricandole per un terzo della loro capacità, perché non ci va di salvarci con quelli di altre classi. Ma soprattutto che il tempo di affondamento è così rapido da non permettere a nessun’altra nave di arrivare in tempo e che i messaggi di aiuto che vengono lanciati dagli addetti alle trasmissioni non sono capiti da chi potrebbe e dovrebbe riceverli.
Non siamo sintonizzati. Così quando ripenso a Beppe, segretario del circolo di Legambiente alla fine degli anni Novanta, che con la sua barba appena imbiancata mi parla dell’iceberg di rifiuti, la mia testa si riempie di immagini buie, fredde, come l’oceano, che cento anni fa circa si è portato via 1.523 persone.”

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Pasqua 2012

Pasqua 2012

Ho messo un seme sotto terra

Lo credevo morto

Tre giorni dopo

Ha messo foglie e radici

 

Pâques 2012

J’ai mis une graine dans la terre

Je la croyais morte

Trois jours après

Elle a mis feuilles et racines


Easter 2012

I put a seed in the soil

I thought it dead

Three days after

It put leaves and roots

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No TAV – Si TAV – Perché TAV?

Non ho mai scritto una riga sulla questione TAV.

Eppure il mio primo romanzo si intitola Napoli Express e su quella linea ferroviaria, che attraversa le Alpi, tra Torino e Lione, inizia la descrizione una storia d’amore finita male.

Penso ai molti amici che abitano la Val Susa, meglio: la vivono. Perché le valli, come la Natura, si vivono, non ci limita ad abitarle come invece accade per le città. Penso a chi come Luca cerca di anteporre la ragione alla polemica rimanendo inascoltato dai potenti.

Mi viene in mente John Locke quando attorno al 1660 scrisse queste righe che lascio alla vostra meditazione:

… senza questa legge [di Natura] gli uomini non potrebbero avere tra loro alcuna relazione o alcun vincolo sociale; due sono infatti gli elementi su cui la società umana dimostra di fondarsi, cioè una forma di Stato ben definita, con la costituzione di un governo, e il rispetto del patto. Eliminati questi fondamenti ogni comunità fra gli uomini è destinata a cadere in rovina, allo stesso modo in cui cadono questi fondamenti stessi, se si elimina la legge di natura.

Quale può risultare in effetti l’aspetto di una comunità politica, quale la costituzione di uno Stato o la sicurezza dei suoi interessi, se quella parte dell’organizzazione politica, che più di ogni altra ha il potere di far del male, può agire senza alcun freno secondo la sua volontà, se cioè nel potere supremo è possibile l’arbitrio più assoluto? In quale situazione si troverebbero mai gli interessi umani, se non esistesse un’altra superiore legge di natura, alla quale  anche i governanti devono obbedire, dal momento che essi (i quali hanno il potere di promulgare leggi e revocarle a piacimento e di compiere qualunque azione nell’interesse del proprio governo, grazie alla loro sovranità sugli altri) non sono, e non possono essere, vincolati dalle proprie leggi positive, né da quelle degli altri? Quali sarebbero i vantaggi della società, se gli uomini solo per questo si riunissero a formare un ordinamento politico, per offrire cioè una più facile preda al potere altrui? né d’altra parte la condizione dei governanti sarebbe migliore della condizione di sudditi, se non esistesse una legge di natura, senza la quale il popolo non sarebbe tenuto all’osservanza delle leggi dello Stato. Le leggi civili positive infatti non sono obbliganti di per sé, per forza propria, o in qualsiasi altro modo se non in virtù della legge di natura, la quale ordina di obbedire ai superiori e di mantenere la pace pubblica: sicché, senza questa legge, i governanti potrebbero forse costringere il popolo all’obbedienza con la forza e con le armi, ma non potrebbero sottometterlo a un’obbligazione“.

Perché TAV? Non voglio che anche la storia d’amore tra l’uomo e la terra finisca male!

RC

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Santo Natale, Joyeux Noel, Merry Christmas 2011

Nel 1994 passai le vacanze di Natale a togliere fango dalle cose di tutti i giorni.

Intanto avevo spedito questo augurio, che oggi spedisco pensando ai tanti amici liguri e siciliani.

Natale senza neve,

Natale sporco di fango.

Fango di un fiume in piena,

alimentato da sorgenti di ignoranza.

Questa e altre poesie sono raccolte nel libro “pensieri, parole… omissioni”

 

En 1994 je passa mes vacances de Noel à éliminer boue des choses de chaque jour.

Entretemps j’envoya cette carte de vœux, qu’aujourd’hui j’envoie tout en pensant aux amis de la Ligurie et de la Sicile.

Noel sans neige,

Noel sale de boue.

Boue d’une rivière en crue,

alimentée par sources d’ignorance.

Ce et autres poèmes sont collectés dans le livre “pensées, paroles… omissions” (en italien)

 

In 1994 I spent my Christmas holidays to clean slush from daily things.

Meanwhile I sent this wishes, today I sent it thinking my friends from Liguria an Sicily.

Christmas without snow,

Christmas dirty of slush.

Slush from river in flood,

Fed by sources of ignorance.

This and other poems are collected in a book “thoughts, words… omissions” (in Italian)

Santo Natale, Joyeux Noel, Merry Christmas 2011

Roberto CAVALLO

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