Dopo 20 anni di impegno…

Sui temi della sostenibilità, di un futuro desiderabile, di un’equità di accesso alle risorse con i colleghi della cooperativa ERICA, con l’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale, con oltre 1.500 comuni e regioni d’Europa che aderiscono all’ACR+ di cui sono stato nominato vicepresidente…

Ho aderito alla richiesta di molti amici come Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Beppe Gamba, Monica Frassoni, di candidarmi alle elezioni europee con Green Italia che, a loro volta aderiscono ai Verdi Europei sostenendo la candidatura di José Bové.

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Sono candidato nella Circoscrizione Nord Ovest (Piemonte – Val d’Aosta – Liguria – Lombardia) insieme ad altre/i 19 compagne e compagni di viaggio:

1 ALOTTO OLIVIERO

2 FRASSONI MONICA

3 GRANDI ELENA

4 SANNA MARIA DEBORA

5 ALBANESE ROBERTO DETTO NIK

6 ARDIGO’ GIANEMILIO

7 BERTOCCHI PATRIZIA

8 CARIMALI LORELLA

9 CAVALLO ROBERTO

10 CURTI CINZIA

11 DE MERRA MARTA

12 FEDRIGHINI ENRICO DETTO FEDRI

13 GAMBA GIUSEPPE

14 GANDIGLIO ANDREA

15 GIARGIA ELENA

16 MAS MERCEDES SOLE

17 RAMERA GIUSEPPE

18 ROSASCO ALESSANDRO

19 SPANO’ ANGELO

20 VOLPE MICHELA

Grazie a chi avrà voglia di raccontare questa avventura.

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Pasqua 2014

Pasqua 2014
Che poi in tre giorni non riesci nemmeno a prenotare una visita medica.
In tre giorni non si decompone nemmeno una buccia di banana figuriamoci una bottiglia di plastica.
Per quanto ti ci metti di impegno in tre giorni non impari a sciare a nuotare o andare in bici senza rotelle.
In tre giorni un bruco non diventa farfalla né un seme pianta tanto meno un girino rana.
Eppure in tre giorni…

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Natale 2013

Natale
Nella polvere di Taranto e in quella di Casale
 
Nel fango della Sardegna delle Filippine e dove l’uomo governa male
 
Nel pensiero di Mandela che ci ha insegnato a lottare per qualcosa che vale
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Blu Lampedusa

Blu.

Bianco, a pezzi, quando c’è vento, da sud, come me, come noi.

Blu.

Verde, lontano, forse è solo il cielo, mescolato al mare, forse è terra, di speranza.

Blu.

Giallo, il sole, che ci asciuga, che illumina, ma non sappiamo fino a quando.

Blu.

Rosso, la coperta, che ci strappiamo di dosso, che bruciamo per scaldarci, che brucia tutto intorno, rosso, il corpo che prende fuoco.

Blu.

Blu, la notte, il mare, la carena che ci inghiotte.

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i vostri commenti e insulti

oggi tra i commenti al mio blog c’era un insulto a mio fratello Giorgio proveneinte da un IP della Ferrero SpA, ovvimente non firmato e con una mail mittente farlocca.

Sono certo che mio fratello, in qualunque nuova dimensione lui sia, lo ha già perdonato.

Mi spiace per i tanti amici che ho tra dirigenti, impiegati e operai in una delle aziende migliori al mondo, ma purtroppo come in tante comunità, c’è sempre chi vuole distinguersi, senza avere il coraggio di comparire.

Approfitto dunque per dire a tutti i follower del mio sito, che pubblico tutti i commenti, con molto piacere, anche quando sono fortemente critici nei miei confronti, nei confronti delle mie idee, perché solo col confronto si cresce, ma ad una sola condizione, che siano firmati.

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E’ passato un mese… (dalla morte di mio fratello)

Giorgio, pensavo di scrivere qualcosa di particolare, dopo un mese.

Un mese che sembra ieri.

Un mese che sembra un’eternità.

In questo mese tanti ti hanno ricordato. Con una lettera, con una parola, con una mail, fermandomi per strada e: “ma lei è il fratello di Giorgio?!”.

Così più che usare le mie parole sono certo che ti farà piacere se leggo, a te, e a tutti quanti sono qui e ovunque a ricordarti, alcune parole dei tuoi amici, che sono anche nostri; come Anna che scrive ricordando Pessoa “la morte è una curva – morire è solo non essere visti” o Annalisa “lui è sempre accanto a voi”.

Un tuo omonimo mi scrive “Era una persona speciale”. Un’altra Annalisa scrive ricordandoti “Lui ora ha raggiunto il resto degli angeli… lui è sempre qui”.

C’è poi “elle”: “il grande pregio di Giorgio era… essere Giorgio: affettuoso, arruffone, simpaticone, casinista, soprattutto sempre sorridente. Amico di tutti: scout, cocci, magari quelli a cui portava la posta oppure semplicemente incrociava per strada. Mancherà a tutti con il suo modo di fare e con le sue cose “uniche”, come i novellini pucciati nell’EstaThé”.

Gian dimostra la sua vicinanza lasciandoci un passaggio del testamento di Robert Lee: “la marcia della provvidenza è così lenta e i nostri desideri tanto impazienti [...] la vita dell’umanità è così lunga e quella dell’individuo tanto breve che noi spesso vediamo soltanto il riflusso dell’onda che avanza e siamo dunque scoraggiati, ma la storia ci insegna a sperare“.

Un mio omonimo ci ricorda il pensiero agronomico di Gesù “se il seme non muore non dà frutto – Giorgio è un seme dalla profonda umanità, testimone autentico con la sua capacità di amare, creare relazioni, solidarizzare  e germoglierà ancor più nel cuore di chi lo ha conosciuto”.

Sai Giorgio ci ha scritto anche fratello Lino, il segretario particolare di Enzo Bianchi, priore di Bose, ci ha scritto “persone come tuo fratello ci insegnano che l’unico raggio di luce che può penetrare il mistero ed accompagnarci, nella vita e nella morte, è l’amore”. Ci ha anche spedito il pensiero del primo fratello di Bose, morto lo scorso mese di giugno, Edoardo, ma quello è inutile che te lo legga, perché te lo avrà già detto lui.

C’è chi scrive “tuo fratello è andato avanti, come dicono gli alpini, prendila così e ti sarà un po’ più umano accettare…”.

E poi Ernesto, che già avevo citato il giorno del tuo funerale, che è tornato a scrivermi “Giorgio aveva completato il suo compito tra di noi e la nostalgia di tornare a casa si era fatta forte, non poteva fare altrimenti. Anche noi, quando avremo fatto il nostro, torneremo semplicemente a casa”.

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L’ultimo saluto a Giorgio (mio fratello)

Giorgio ha la voce forte.
Per quanto si sforzasse, le ultime novità del quartiere o della città ti arrivavano dritte in casa, anche a finestre chiuse.
Così, adesso, che è estate, e le finestre sono aperte, sembra che la sua voce sia lì, a correre per via Santa Margherita.
Certo quando mi raccontavi gli ultimi acquisti della Juve non è che io fossi entusiasta, ma poi eri anche il primo a preoccuparti che il nostro Toro, di papà e mio, non andasse troppo male.
Sì! Perché tu eri così.
Forse come dovremmo essere tutti un po’ di più: riuscire ad amare qualcosa senza per forza odiarne un’altra.
Tu amavi e basta!
Forse c’è un nesso tra la forza della voce e quella del voler bene: non si può amare sottovoce.
Un amico di famiglia, Ernesto, nell’apprendere la notizia della tua morte mi ha detto “ripensa alla vita di Giorgio, e poi dimmi cosa ti ha insegnato. Perché ognuno di noi ha qualcosa da insegnare a qualcun altro”.
Allora ho pensato. Pensato che chi come te, Giorgio, parla forte, ha voglia di comunicare, sente il bisogno di comunicare: mettere in comune… E chi comunica davvero, non può odiare, ma solo voler bene.
Ed è quello che pensano e scrivono tutti quelli che ti hanno conosciuto, che hanno incrociato il tuo sorriso, sentito la tua voce: da chi ti ricorda vestito da Babbo Natale a distribuire doni in occasione di Telethon, chi invece ha nella mente l’immagine tua vestito con la tuta della Protezione civile, di Proteggere insieme.
In una società come la nostra, le overdose di amore non sono ammesse. Sono confuse e giudicate.
Ma chi, come i ragazzi che hanno inondato Facebook di commenti e “Mi piace”, ha una sensibilità diversa di noi adulti razionali, ha voluto ricordarti come davvero eri. Il commento più bello, su una bacheca di Facebook, lo ha scritto un ragazzo che fino a qualche mese fa avremmo definito extracomunitario: “NO… Il mio bidello Cazzoooooo. Nooooo”. Con tante “o”.
Grazie Gabriel di averlo scritto.
Grazie a tutti quelli che hanno voluto e vorranno stare vicino ad Anna e Oreste, perché se i figli hanno scritto nel loro destino di accompagnare i loro genitori verso la morte, non è vero il contrario e quando accade, in qualunque modo, a qualunque età, per qualunque causa, è sempre difficile e complicato da accettare.
Mamma, papà, il dolore resta. Come il pensiero. Ma il nostro pensiero, come quello di chi ci resta accanto sembra servire a rendere meno pesante il dolore.
Allora penso e ricordo.
Tutti quei nomi e cognomi di infiniti elenchi d’archivio e di alberi genealogici per cercare di capire da dove provenissero i “Cavallo” e poi i “Langella” o i “Destefanis”…
Adesso Giorgio potrai confrontarti con nonno Remigio che, nella sua filosofia contadina, parlando di parentele, era solito dire “Soma tuti fieu d’Adam… En pan e salam”.
Così penso che ci sia una relazione tra nonno Remigio e Giorgio, non solo di sangue. Una relazione tra testa e cuore. Con la generosità come comune denominatore.
Tutte e due amavano il mondo!
Giorgio ci lascia questa sua bontà, di amore incondizionato, che lo portava a fidarsi di tutti.
Allora vorrei che lo ricordassimo così, tutti insieme.
Forse in questo momento abbiamo vicino persone che non conosciamo, incontreremo nei prossimi minuti persone sconosciute, allora giriamoci e sorridiamo loro! E qui in chiesa prendiamoci per mano. Facciamo un’unica catena e salutiamo tutti insieme Giorgio: buona viaggio, Giorgio!
Grazie!

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