Cuccaro Vetere chiama Alba

Il sindaco di Cuccaro Vetere premia Roberto Cavallo insieme all’on. Valiante e alla ministro Lanzetta.

Cuccaro V.re 13 agosto 2014
Nasce la rete italiana delle Città del Palio degli asini e la prima edizione del premio “Città del Palio”.
Il sindaco Aldo Luongo legge le motivazioni del premio “attestato di stima e riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale per aver, nella sua attività, di promozione delle buone pratiche ambientali in Italia, dato lustro al Comune di Cuccaro Vetere riconoscendolo esempio e modello di “Paese Green”.

“I riconoscimenti fanno sempre piacere – afferma Roberto Cavallo – certo un riconoscimento a “Cavallo” nell’ambito del premio delle città degli asini è curioso e benaugurante! Mi piace che sia un sindaco di un piccolo paese a riconoscere il mio impegno perché dimostra come le sensibilità la voglia di cambiamento nasce dal basso e le grandi rivoluzioni si fanno con piccoli numeri”.

“Mi legano a Cuccaro tre cose: la sostenibilità di cui Cuccaro è un modello, gli asini perché Alba deve essere orgogliosa dell’asino andando oltre il palio, e la voglia di raccontare che i sindaci dei paesi come Aldo Luongo di Cuccaro mi hanno insegnato”.

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Cuccaro chiama Alba

Il sindaco di Cuccaro Vetere premia Roberto Cavallo insieme all’on. Valiante e alla ministro Lanzetta.

Cuccaro V.re 13 agosto 2014
Nasce la rete italiana delle Città del Palio degli asini e la prima edizione del premio “Città del Palio”.
Il sindaco Aldo Luongo legge le motivazioni del premio “attestato di stima e riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale per aver, nella sua attività, di promozione delle buone pratiche ambientali in Italia, dato lustro al Comune di Cuccaro Vetere riconoscendolo esempio e modello di “Paese Green”.

“I riconoscimenti fanno sempre piacere – afferma Roberto Cavallo – certo un riconoscimento a “Cavallo” nell’ambito del premio delle città degli asini è curioso e benaugurante! Mi piace che sia un sindaco di un piccolo paese a riconoscere il mio impegno perché dimostra come le sensibilità la voglia di cambiamento nasce dal basso e le grandi rivoluzioni si fanno con piccoli numeri”.

“Mi legano a Cuccaro tre cose: la sostenibilità di cui Cuccaro è un modello, gli asini perché Alba deve essere orgogliosa dell’asino andando oltre il palio, e la voglia di raccontare che i sindaci dei paesi come Aldo Luongo di Cuccaro mi hanno insegnato”.

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Un anno

Un anno.
Ad un anno si può imparare a camminare.
Ad un anno si può imparare a pronunciare le prime parole.
Ad un anno si può iniziare a mangiare da soli.
In un anno si semina e si raccoglie il grano, o il granturco o l’orzo o la soia.
In un anno, con una buona vendemmia, si produce un ottimo vino.
In un anno si può star promossi e andare nella classe superiore.
Per un anno puoi seguire un intero campionato di calcio.
Per un anno puoi leggere una rivista alla quale ci si è abbonati.
Per un anno puoi aspettare un evento ricorrente, dal compleanno al festival di Sanremo…

In realtà se ci pensi bene un anno è una convenzione, ma attorno a quella convenzione abbiamo costruito le ricorrenze più importanti. Tu Giorgio amavi le ricorrenze.
Le ricordavi tutte.
Comprese quelle che noi stessi non celebriamo o tendiamo a dimenticare: tante volte abbiamo discusso il 17 di settembre, attorno al mio onomastico e al fatto che a me Roberto Bellarmino proprio non piacesse, preferivo Giordano Bruno e Galilei, e tu candidamente mi rispondevi “ma gli auguri te li avevo fatti anche il 7 di giugno!”.

E allora sono certo che stessi aspettando il nostro ricordo, anche se a te piaceva di più festeggiare i compleanni degli altri che non i tuoi; anche se a te piaceva di più fare i regali agli altri, che rimanere nell’imbarazzo di riceverli. Per molti di noi oggi è un nuovo compleanno.
Un anno in cui tu starai imparando una lingua nuova, starai imparando a camminare su percorsi nuovi, starai forse imparando a mangiare cose diverse, a vedere cose diverse con occhi nuovi…
Buon primo compleanno Giorgio.
Ti ricorderemo Domenica 27 luglio, alle ore 11, nel corso della SS Messa presso la Parrocchia di Santa Margherita.

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Comunicato post elettorale

Con queste elezioni europee mi ero dato 3 obiettivi.

Non ne ho raggiunto nemmeno uno.

  • Mi sarebbe piaciuto fare di un luogo delle Langhe la capitale italiana della sostenibilità portando il simbolo di Green Italia in doppia cifra. Non che la sostenibilità, fortunatamente, si misuri in percentuali elettorali, ma ci tenevo. Fare di una lista ecologista il terzo partito come in Germania, o al limite il quarto come al parlamento europeo. Non sono riuscito. Ciononostante con grande affetto guardo agli elettori di Montelupo Albese, dove affondano le radici della mia famiglia, quelle radici che succhiano tradizione per traspirare innovazione, già Montelupo Albese dove Green Italia ha ottenuto il miglior risultato del Nord Ovest in termini percentuali con il 6,5%. Guardo con affetto anche a quella Langa in procinto di diventare patrimonio immateriale dell’UNESCO, come Barolo dove Green Italia è al 5,9% o Serralunga (5,2%). Guardo con affetto ad una Langa che amo e che ho percorso da quando so camminare, sulla quale mio padre mi portava a scoprire specie spontanee di orchidee, o a studiare specie endemiche di insetti, che solo qui vivono, come quella della dorsale di Levice (5,6%).
  • Mi sarebbe piaciuto portare il simbolo di Green Italia al 4% (la soglia “simbolica” che solo in Italia abbiamo per accedere al parlamento europeo) nella mia città: Alba. Mi sono fermato al 3,4%. Tanti concittadini hanno però pensato che dietro ad un simbolo e ad un cognome ci fosse qualcosa da raccontare, da dire. Hanno pensato che in fondo l’ambiente, il futuro desiderabile, un nuovo modo di fare economia, che parte dall’efficienza dell’utilizzo delle risorse e continua con il rispetto dei luoghi e delle popolazioni che quelle risorse ce le hanno non sono solo un’idea, ma sono cose concrete.
  • Mi sarebbe piaciuto superare le duemila preferenze, ma mi sono fermato a 1540. Leggo il numero e penso ai volti, alle mani, alle persone. Li conosco quasi tutti, se non direttamente almeno per interposta persona. Penso che quelle persone, quelle mani quei volti mi hanno dato fiducia. Ne sono orgoglioso.

Credo che la testimonianza di Green Italia sia utile ai maggiori partiti per pensare ad un futuro diverso più ricco. Un futuro nel quale l’efficienza dell’uso delle risorse, il dialogo tra le popolazioni, gli investimenti a maggior intensità di lavoro, la prevenzione, sono alcune delle risposte all’austerità e le basi di un nuovo rilancio dell’economia relazionale. Un’economia che non può passare dai proclami o dalle urla, ma che deve poggiare su due pilastri fondamentali: il rispetto dell’altro (secondo un modello neo gandhiano) e il principio della complessità.

Non esistono soluzioni semplici!

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Sono alla frutta: OGM Free in aree non inquinate!

Sono arrivato alla fine della pubblicazione del mio programma.

12 punti tratti dal manifesto e dal programma di Green Italia #iovotogreen

Che dire? Anzi, che scrivere?

Che mancano poche ore, ma che ho messo ciò che avevo a disposizione. Ho speso poco, anche se forse è troppo. 750 euro sottratti ad altre priorità, ma di meno era davvero difficile. C’è chi ha speso 250mila euro, forse li ha da parte, forse ha fatto un mutuo che lo rende nervoso perché se non ce la fa dovrà restituire a chi ha imprestato, c’è chi ce li ha perché glieli diamo noi cittadini (rimborsi elettorali o stipendi da assessori regionali) e così quella busta che ti arriva nella buca la senti anche un po’ ti senti meno in colpa quando la bruci nel caminetto o la metti nella differenziata della carta…

Sono contento perché sono rimasto coerente al mio impegno iniziale: a chi mi ha chiesto di candidarmi ho detto che avrei accettato a patto di non sottrarre un solo minuto alle attività che già avevo programmate: famigliari e lavorative e così, a poche ore dal voto, posso dire, che è andata.

Ecco gli ultimi 3 punti del programma elettorale: OGM Free – Censimento aree inquinate e Green New Deal!

Programma_Roberto_Cavallo_4

 

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Manifesti Langhe Volpi e Faine pensando a Costantino…

 

 

 

Passo le notti ad attacchinare. Di giorno si lavora e di questi tempi occorre dire per fortuna! La notte corro per i Paesi delle Langhe. Così lascio alla bacheca di Facebook e del mio sito altri tre punti del programma elettorale, ma ai miei amici, conoscenti lettori, lascio anche le righe che ho scritto stanotte tornando dal giro di affissione, manifesti…

La Langa è spazzata dal vento.
Le strade ricoperte da rami spezzati dal vento.
La valle del Tinella è avvolta nel buio.
Una volpe si rifugia nell’erba alta del ciglio del strada, scappando dai fari della mia auto.
Le curve di Mompiano mi sono sempre piaciute.
Di giorno o di notte come ora. D’estate con l’arrenaterum che ne indora i contorni o d’inverno che a stento si capisce dove girare sommerse di neve.
Dal colle di Montemarino si domina la pianura: Alba è subito li sotto che sembra di toccar la con un dito e poi da Torino a Cuneo è un brillare di luci.
Sulla destra è il bosco del Boscaccio dove ho sempre pensato che Agostino avesse trovato Costantino appeso, impiccato.
Non so se fosse li, ma io li me lo sono sempre immaginato.
Costantino. Penso solo che abbia avuto più coraggio di me, che sia stato più sensibile di me nel farla finita!
Il maniero di Borgomale sembra il ritrovo ideale delle masche. Mi fermo sotto le finestre dagli infissi bianchi. Non c’è nessuno. Non si sente nessuno.
Proseguo per via berria. Un’altro rittano. Un’altra Langa.
La strada è poco più di una carrareccia, ancora da riparare dagli smottamenti del ’94.
Lascia l’abitato tra una doppia fila di gaggie potate come gelsi.
Fiorite si illuminano al passaggio della mia auto ad abbaglianti accesi.
Dove la rocca si butta sulla strada è una faina che scappa davanti a me.
La strada riprende quota. Sale con Cravanzana illuminata di arancione a sinistra. Lequio Berria è quasi fredda.
Quando sbuchi ai tre cunei è il Piemonte che si allarga al tuo sguardo e per quanto sei preparato ti si blocca il fiato.
Luce di Stelle a illuminare le colline, luci di cascine a punteggiare il cielo.
Sono caprioli che scappano verso Albaretto.
È tardi e decido di rientrare… Pensando che Costantino mi sta accompagnando…
Programma_Roberto_Cavallo_3
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Tre punti…

… come quelli che si mettono alla fine delle frasi, per sospenderle…

Come quelli che si usano nelle costruzioni efficaci di un public speaking.

O come quelli che Steve Jobs invitava ad unire.

Allora ecco qui altri 3 punti del programma dei verdi europei che io sottoscrivo, faccio miei e rilancio!

Programma_Roberto_Cavallo_2

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