Meno 100 chili

Ricette per la dieta della nostra pattumiera

di Roberto Cavallo

siamo alla 5^ edizione!

Collana: Tascabili dell’Ambiente
Anno: 2011
Formato 18,5 x 13
pagine: 224
ISBN 978-88-6627-018-8
Prezzo: euro 14,00

Ispirato a uno spettacolo teatrale che ha riscosso notevoli consensi, Meno 100 chili racconta come si può ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro.

Alternando l’approfondimento scientifico con racconti e aneddoti, Roberto Cavallo passa al setaccio le azioni che compongono la nostra quotidianità, e per ognuna ci indica come ridurre la quantità di spazzatura che potrebbe generarsi. Dai detersivi alla spina all’acqua del rubinetto, dai trucchi per ottenere il compost direttamente a casa propria all’uso degli ecopannolini.

Dagli uffici che risparmiano carta ed elettricità alle feste di compleanno a zero rifiuti. I risultati potranno sorprenderci.

Perché se è vero che produciamo un sacco di rifiuti, che inquinano e impongono la costruzione di discariche e inceneritori, è anche vero che ridurli è facile, vantaggioso e pure divertente.

Il libro ha vinto il premio della critica al concorso letterario Kafka-Italia.

E’ stato recensito da oltre 100 testate giornalistiche: cartacee, on line e video. Segui la rassegna stampa qui.

Acquistalo a presso scontato scrivendo a: amministrazione@cooperica.it

Podcast della presentazione alla Commissione Europea: http://www.euradionantes.eu/dewplayer-vol.swf?mp3=http://www.euradionantes.eu/podcast/unlibroperleuropa/120106.mp3

Qualche VIDEO di presentazione

Presentazione del libro a Genova con l’assessore Pinuccia Montanari:

Presentazione del libro al Mercato Orientale di Genova: http://www.facebook.com/photo.php?v=2758243123834

Intervista a Class Meteo: http://classmeteo.weather.com/meteo/portale/video/ricette-per-la-dieta-della-nostra-pattumiera/

A Striscia la Notizia – Occhio allo Spreco: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14029

Luca Mercalli presenta il libro a Chetempochefa: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a9888df9-10cf-44c4-823b-285cebc4ebfa-ctcf.html

Presentazione a Tele Radio Padre Pio (dal minuto 9’40”):

Presentazione a Battipaglia il 9 febbraio 2012

Recensione di Anna Maria Criscuolo

“Meno cento chili”contiene suggerimenti  per la dieta della nostra pattumiera. Raccontato in modo aneddotico,arguto e tecnicamente perfetto  con approfondimenti scientifici  e documentati,diventa una piacevole lettura dal contenuto istruttivo e sorprendente  anche ampliato da tabelle comparative internazionali e da percentuali  studiate e valorizzate da una innegabile competenza del settore. Non proprio un “castigat ridendo…”ma ci avviciniamo.

Italo Calvino è quasi  filo conduttore  del testo:

l’autore ne riporta alcuni passi che evidenziano l’attualità di pensiero e contenuto di uno scrittore  assolutamente inserito nel problema rifiuti e compostaggio e nelle considerazioni su un consumismo disinformato e sconsiderato.

Passano gli anni ma il problema resta, eccome .Il concetto che tutti consumano ma nessuno vuole sapere che fine faranno i rifiuti(e oggi ne paghiamo lo scotto) parte da lontano e Calvino aveva ragione nella sua “CITTA’ INVISIBILE “ del 1972.

Calvino diventa profeta per  l’autodistruzione della terra, che sarà mangiata dai propri rifiuti diventati  indistruttibili e vincitori sulla umana      specie.

Roberto Cavallo ha saputo raccontare con un linguaggio scorrevole, essenziale piacevolissimo, tutte le problematiche su un tema di assoluta attualità scottante,  che va dal compostaggio ai termovalorizzatori alla raccolta differenziata,alle discariche abusive e non,e all’inquinamento legato alla inefficienza per la tecnica del profitto. Una informazione sul consumismo sconsiderato che oltre a danneggiare la nostra salute, fatalmente danneggia l’ambiente e che produce scarti  difficilmente  eliminabili se non con una intelligente  e informata pianificazione,attuabile ma non abbastanza applicata.

Il peso insospettato del nostro quotidiano consumo,(e qui il peso ha il significato proprio di  pesante) ci  fa vedere gli scarti con altri occhi. Dalle penne biro ai pannolini usa e getta non biodegradabili, alle bucce di arance o kiwi, assolutamente biodegradabili se raccolti nelle specifiche sedi,tutto viene passato sotto una spietata quanto spiazzante  lente di ingrandimento che non dà scampo a dubbi,ma ci fa sentire colpevoli  come un bambino sorpreso a gettare a terra a scuola la carta della merendina,ammesso che questo possa ancora avvenire, considerati i tempi.

Si esce migliori dalla lettura di questo libro e più consci del  ruolo che l’informazione e la volontà di farne uso corretto debba diventare una prassi di vita da seguire,senza limitazioni di età e di tempo.

Si ha la consapevolezza,per molti tardiva, di quanto sia urgente e indispensabile attenersi a regole che non producono utopie : come dice l’autore,il “SEGRETO e’FARE LE COSE INSIEME,CREDERCI INSIEME CAMMINARE INSIEME

 e grazie in nome delle prossime generazioni... e grazie a Roberto Cavallo

Annamaria Cossu Criscuolo

Presentazione alla Libreria La Torre con la straordinaria partecipazione di Giuseppe CEDERNA (dal minuto ’53)

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19 risposte a Meno 100 chili

  1. Fabio Luino ha detto:

    Ciao Roberto.
    Venerdì sera a Fontanafredda, causa le nostre chiacchere e la buona tavola, mi sono dimenticato di acquistarne una copia. Tienimela via. Quando a gennaio verrò ad Alba ti verrò a trovare.
    Grazie
    Fabio

    • martina ha detto:

      molto interessante il libro e specialmente il documentario visto nella scuola media di morgex ( Valle d’ Aosta) la ringrazio tanto a nome di tutta la scuola perchè è piaciuto a tutti… buon continuamento e buon lavoro.

      • errecavallo ha detto:

        Grazie Martina, a lei e a tutti i ragazzi della scuola media di Morgex.
        Spero che possiate affrontare serenamente la gestione dei rifiuti e che i ragazzi possano intuire che molto è in gioco per il loro futuro.
        Con stima
        RC

  2. Marzia ha detto:

    Interessante il suo libro, non si finisce mai di imparare a consumare meno e differenziare meglio. Le muovo però una piccola critica, mi occupo di ambiente a vario titolo da 15 anni e da venti sono vegetariana, amo gli animali e soprattutto li rispetto, tutti indistintamente.
    Lei ricorda quanto era bello quando da bambino insieme al nonno uccideva i conigli e vendeva le pelli. Insomma in un libro tanto intelligente e ambientalista c’era proprio bisogno di raccontare questo aneddoto poco edificante?
    Mi dirà che noi veg siamo noiosi e pignoli, e io Le do ragione, sono precisa al punto che vorrei non leggere più frasi del genere in nessun volume dedicato ad un mondo più pulito, più giusto e più equo per tutti…animali compresi!
    La saluto con viva cordialità

  3. errecavallo ha detto:

    Cara Marzia,
    grazie del suo commento. Non ho pensato e men che meno mai dirò che lei è pignola o addirittura noiosa, anzi!
    Mi piace il confronto e non me ne sottraggo.
    Non mi pare di aver enfatizzato la “bellezza” di quel gesto, ma semplicemente averlo descritto nella sua cronaca reale.
    Certo dal suo punto di vista capisco la sua avversione verso “frasi del genere” che in realtà ricorrono anche in altri punti del libro, anche a mio avviso più “brutali”: alludo all’esperienza dell’industria Monge (quella di “Le chat” per intenderci) che vive grazie alla macellazione di animali ed in particolare alle tonnellate di scarti di macellazione che una volta andavano addirittura in discarica.
    Io ho senplicemente cercato di raccontare da un lato, una società umana, come quella che ha accompagnato l’evoluzione dell’homo sapiens fino a poco prima della generazione di mio nonno, che, grazie al buon senso e alla convivenza con la natura (che prevedeva anche un minimo di allevamento e cacciagione come altri predatori nella catena alimentare) non ne intaccava l’equilibrio e dall’altro quanto sia dissennato l’uso che oggi si fa delle risorse naturali (siano esse minerali, vegetali o animali) e quanti sprechi facciamo.
    e sono d’accordo con lei che quando gli sprechi coinvolgono altre specie animali ci fanno più impressione che non quando intaccano i vegetali o i minerali.
    Grazie ancora del suo commento.
    Con stima e apprezzamento per quel che fa.
    RC

  4. Dario ha detto:

    Caro Roberto,
    complimenti per il prezioso lavoro che stai portando avanti. A sostegno e promozione della produzione popolare del docu-film, un piccolo contributo dal Fatto Alimentare su http://www.ilfattoalimentare.it/meno-100-chili-documentario.html
    Un cordialissimo saluto
    Dario

  5. errecavallo ha detto:

    Caro Dario, grazie per i complimenti e grazie della segnalazione sul vostro sito!
    Speriamo di farcela!
    RC

  6. Adriano Naimoli ha detto:

    Ho partecipato alla presentazione del tuo libro “ Cento chili in meno…” a Battipaglia qualche settimana fa. Ora sto partecipando ad un gruppo di lavoro per un’iniziativa pubblica nel mio comune, Eboli, per chiedere un maggiore impegno da parte della nostra Amministrazione nel promuovere la riduzione dei rifiuti.
    Ad Eboli per il prossimo giugno dovrebbero essere ultimati i lavori per la realizzazione di un impianto di biodigestore anaerobico con annesso gasificatore per la produzione di energia elettrica.
    Mi chiedo se in questo caso sia utile ed efficace proporre la pratica del compostaggio domestico per ridurre il trattamento della frazione umida.
    Insomma, se l’umido viene trattato in loco per ottenerne compost e gas, resta comunque più vantaggioso il principio di ridurre al minimo possibile il rifiuto che si produce su un territorio?
    Grazie.
    A rivederci presto
    Adriano Naimoli

  7. errecavallo ha detto:

    Caro Adriano, grazie dell’interessamento. Dal mio punto di vista ritengo che non ci debbano mai essere contrapposizioni tra un sistema impiantistico e la prevenzione, non tanto e non solo perché lo dice la norma (ti ricordo infatti che comunque la direttiva europea e la legge italiana prevedano che la prevenzione venga sempre prima di ogni altra opzione), ma anche perché in ogni caso si rischierebbe di veder crescere i costi. Nello specifico oggi gli impianti di digestione anaerobica rappresentano certamente un modo moderno ed efficace di pretrattare i rifiuti organici (a valle occorre comunque una maturazione aerobica) ottenendone biogas adatto ad alimentare impianti di cogenerazione, oppure ad alimentare motori endotermici, come ad esempio quelli del trasporto pubblico; e altresì vero che il conto economico di questi impianti è positivo anche grazie al sostegno del certificati verdi. Ora se un domani venissero a mancare i certificati verdi si rischia un aumento della bolletta o se per una qualche ragione ci dovesse essere un fermo impianto si rischierebbe di dover trasportare lontano il materiale con aggravio di costi. Quindi il consiglio che mi sento di darti è far si che l’impianto sia correttamente dimensionato in modo da raccogliere la frazione organica di quelle utenze che non possono praticare il compostaggio domestico, che sia progettato in modo da accogliere non tanto e non solo la FORSU da utenze domestiche e assimilate, ma anche ad esempio dell’agroalimentare e che dunque lasci spazio ad azioni di incentivo del compostaggio domestico che resta la via più economica per le aree rurali. Spero di averti fornito indicazioni utili.
    A presto RC

  8. anna ha detto:

    Gent. le dott. Cavallo, dopo la lettura del suo libro abbiamo deciso di partire con un progetto per il compostaggio nelle scuole pubbliche del nostro piccolo paese, con l’aquisto di 5 compostiere abbastanza grandi. In occasione dell’inaugurazione del progetto ci piacerebbe organizzare, se lei fosse disponibile, una conferenza sul tema con lei.
    Grazie per la risposta

  9. errecavallo ha detto:

    Cara Anna, innanzitutto grazie per il vostro impegno! Credo sia davvero un’ottima cosa quella che state facendo. Avrei la necessità di capire quando pensate di fare l’inaugurazione e dove è la vostra sede per verificare la compatibilità dello spostamento rispetto agli altri impegni, in particolare con le riprese del film ispirato proprio al libro. Se ritiene può scrivermi direttamente a presidenza@cooperica.it, oppure replicare a questo commento.
    Complimenti ancora. RC

  10. giorgio ha detto:

    Gent.le dott. Cavallo, sono venuto in possesso di una copia del suo libro che mi sembra interessante.
    Prima però di iniziare la lettura mi piacerebbe sapere se sia stato stampato su carta riciclata/fsc per rimanere coerenti con le tesi da Lei esposte.
    Siccome non ho trovato nessuna dicitura in tal senso nel libro, ho immaginato che sia semplicemente una svista, o no?
    In attesa di una sua gradita risposta le porgo i miei migliori auguri di per il nuovo anno.

  11. errecavallo ha detto:

    Caro Giorgio, grazie dell’incoraggiamento. Spero non abbia atteso la mia risposta prima dell’inizio della lettura…
    Ad essere sincero per essere ancora più coerenti con le tesi del libro non avrei dovuto nemmeno stamparlo, ma uscire solo in ebook.
    La maturità del mercato e dei lettori ancora però non consente di uscire subito con il formato elettronico, sarebbe troppo penalizzante per l’impianto di produzione dello stesso, cosa che però abbiamo realizzato con l’editore lo scorso mese di novembre.
    Per quel che riguarda la carta, la scelta ovviamente non dipende da me (gli autori come forse sa sono l’ultima ruota del carro produttivo di un libro, l’editore – il distributore e il negoziante sono i veri protagonisti delle scelte e del successo di un testo!).
    In ogni caso Edizioni Ambiente stampa tutto (quindi anche il mio libro) su carte ecologiche certificate FSC. Le carte ecologiche in alcuni casi sono riciclate al 100% in altri in percentuali variabili (mai sotto il 50%).
    Buona lettura.
    RC

  12. paoloerba ha detto:

    Buongiorno Sig. Roberto Cavallo,
    La mia Amministrazione Comunale (Malegno, in provincia di brescia) ho organizzato una giornata in cui presenterà il suo film “meno 100kg” alle scuole e alla popolazione, in occasione della Serr. Le possiamo chiedere se le va di venire a presentarlo? Grazie mille Paolo Erba

  13. Francesco Parisi ha detto:

    Buongiorno, nonostante fossi già abbastanza informato nella materia trattata nel libro, dato che lavoro nel settore (principalmente all’estero in Paesi in via di Sviluppo), ho voluto comunque accettare la sfida del leggere un altro libro a riguardo… e ho fatto bene, ho comunque trovato nuovi spunti ed idee innovative.
    Se dovessi dare un breve parere, direi che è un buon libro di idee e di spunti ecologici per tutti. Detto ciò però avrei anche qualche critica e/o ulteriore precisazione da fare, spero costruttiva:

    – Quasi fin da subito viene giustamente citato il fatto che i rifiuti non sono solo quelli che vediamo nei nostri cestini, ma anche quelli che non vediamo nei trasporti, nei siti di produzione e di stoccaggio.
    A riguardo avrei espressamente invitato i lettori a leggere le etichette “Made in”. Nell’epoca della globalizzazione un paio di jeans (anche di marca) costa, al produttore cinese o del Bangladesh 4€ (quattro), a causa della concorrenza sleale dovuta alla assenza di leggi ambientali e dei diritti dei lavoratori. Sono esemplari le immagini mostrate da alcuni documentari relative a fiumi cinesi e indiani del colore del denim. A causa del processo della sabbiatura del jeans che dà al prodotto l’effetto consumato (vietato in Italia), provoca migliaia di malati da silicosi.
    In Italia, invece, abbiamo una delle legislazioni più severe al mondo a riguardo, aziende tessili e manifatturiere straordinarie, ma ci ritroviamo ad assistere, ahimè, alla chiusura di 40 (QUARANTA) aziende AL GIORNO anche a causa della quasi totale mancanza di sensibilità riguardo il Made in.

    – Nell’epoca della tecnologia, che purtroppo spinge i consumatori a cambiare cellulare ogni 6 mesi (negli USA c’è addirittura quello usa e getta), non vedo alcun consiglio riguardo ai rifiuti elettronici, i quali contengono materiali rari, tossici, altamente inquinanti sia alla produzione sia a fine vita. Avrei fatto un capitolo dedicato al recupero dei prodotti elettronici (es: donazione del proprio PC ad aziende di rigenerazione dei PC) ed ai RAEE.
    Purtroppo ancora non riesco a trovare un sito soddisfacente che metta a confronto le impronte ecologiche di due prodotti concorrenti. Esempio: un ebook può contenere x libri. Per produrlo però sono necessari tot massa di risorse, emettendo tot gas, prelevando tot metalli preziosi da Paesi in guerra. Inoltre dopo tot anni si romperà. Lo stesso numero di X libri invece hanno bisogno di tot massa di inchiostri, cellulosa ecc.. forse provenienti da Paesi in via di deforestazione.
    Un TV piatto nuovo, a parità di schermo, consuma meno di uno a tubo catodico. Se si cambia il vecchio TV si evita di emettere tot emissioni prodotte dall’energia elettrica in eccesso ma si ha un impatto ecologico notevole dovuto alla produzione di un nuovo TV.
    Quale dei due prodotti a confronto negli esempi ha un impatto ambientale minore? Al momento non ho fonti di informazione esaurienti. Lei ne conosce qualcuno? (Grazie in anticipo).

    – nella parte in cui si parla di evitare l’acquisto di bottiglie di acqua frizzante (daccordissimo), si consiglia di considerare l’alternativa di usare dei gassificatori casalinghi. Tuttavia non viene spiegato che fine facciano le bombole di gas, una volta finite. Sono usa e getta? se sì, siamo davvero sicuri che siano più ecologicamente sostenibili?? Se invece sono vuoti a rendere ben venga.

    – in cucina si cita l’esistenza di carta da forno lavabile. Dato che tale informazione mi è risultata nuova e inizialmente positiva, cerco subito in internet di cosa si tratta per eventualmente acquistarla. Purtroppo però trovo solo prodotti in teflon e silicone. Diversi articoli però narrano del rilascio da parte di essi di alcune sostanze nocive negli alimenti (es: il silicone, al primo utilizzo, può rilasciare fino allo 0,5% del proprio peso di sostanze negli alimenti. Dopo diversi utilizzi usuranti non si hanno dati certi). Se la carta forno di cui parla si tratta proprio di teflon o silicone, avrei consigliato ai lettori alcuni materiali di teglie antiaderenti o metodi antiaderenti tradizionali (olio e pan grattato, burro e farina, ecc a seconda).

    – In bagno aggiungerei l’uso di un rasoio elettrico e l’uso di schiuma da barba al pennello (la cui confezione mi sembra più ecologica rispetto a quella metallica.

    – Ottima idea la “biblioteca del giocattolo”, non la conoscevo. In cambio cito la “biblioteca dell’elettrodomestico”, descritta in uno degli articoli di GreenMe.

    – Nei Paesi in cui lavoro, ho fatto alcuni corsi sul compostaggio domestico. Daccordo su tutto quanto descritto nel libro. Molte persone però temono l’attrazione di topi e insetti. Nel capitolo avrei quindi citato alcuni metodi per evitarli (gatti, rialzi da terra, ceneri, ecc).

    – Nel capitolo dedicato agli uffici a avrei aggiunto che le amministrazioni pubbliche sarebbero già obbligate ad usare tot% di prodotti riciclati e/o prodotti FSC/Ecolabel.

    – manca una citazione ai marchi attenti al consumo energetico e all’ambiente (ecolabel, FSC, ecc).

    – Viene più volte citato il materB, come buona alternativa alla plastica. Io sono del parere di evitare anche questo materiale se possibile. Esso è prodotto da piante che potrebbero benissimo essere destinate all’alimentazione umana. A mio parere, nell’epoca della fame di milioni di persone, è uno scandalo dedicare terre sempre più preziose alla produzione di sacchetti usa e getta invece di alimenti.

    Rileggendo quanto ho scritto mi rendo conto di aver scritto forse troppo. Colgo comunque l’occasione di dirle che vorrei che i commenti fossero considerati una critica costruttiva, da collega a collega. Nel complesso considero il libro un ottimo lavoro.
    Cordiali saluti

  14. errecavallo ha detto:

    Carissimo Francesco,

    innanzitutto grazie per aver letto il libro e ancor più per averlo voluto commentare a beneficio mio e degli altri frequentatori del blog.
    Provo a darle alcune risposte al volo, se poi ritiene possiamo scriverci anche per lavoro direttamente alla mia mail (presidenza@cooperica.it) considerato che con la mia cooperativa spesso lavoriamo anche noi in Paesi ExtraUE con un PIL più basso.

    Per quel che riguarda i RAEE ha perfettamente ragione ed è una critica che mi è stata mossa anche relativamente al dock-film ispirato allo stesso libro… Posso però anticiparle che sto scrivendo un altro libro proprio su quel tema e tutto ciò che vi ruota intorno. Qualcosa l’ho scritto nel libro che è appena uscito “Dieci Azioni verso Rifiuti Zero” intervistando anche l’amico Danilo Bonato, presidente del Centro di Coordinamento RAEE.

    Sulle etichette esistono già molte pubblicazioni e non sono competentissimo e quindi avevo timore ad affrontare quel tema in meno 100 chili.

    Per i gasatori le bombole sono ricaricabili… L’unica cosa da cambiare, come credo di aver scritto, è la bottiglia in plastica rigida ogni 5 anni per evitare che si creino delle microfratture e che si rischi la rottura durante la gasatura.

    Per la rasatura con schiuma a pennello ha ragione: la uso durante il monologo.

    Per il compostaggio domestico avendo già pubblicato un manuale tecnico e una serie di video (linciati anche sul mio sito) ho cercato di sintetizzare, anzi sono stato forse fin troppo lungo nel testo di meno 100 chili.

    Ho citato il materBi e in generale le bioplastiche come ulteriore spunto di riflessione per il lettore sul fatto che si possono fare più scelte e che la nostra creatività può portarci verso un futuro più desiderabile, sulle specifiche criticità che lei evidenzia di cui condivido la riflessione di base la realtà è più articolata e da agronomo mi limito a dire come non sia un problema di capacità bioproduttiva dei nostri terreni quanto piuttosto la capacità/volontà/convenienza a gestire la distribuzione equamente. In ogni caso resto fedele al titolo pensando che la soluzione sia produrre in modo più efficiente e fare meno scarto non sostituire le cose con altre apparentemente meno impattanti.

    Con stima
    Roberto Cavallo

  15. Francesco Girardi ha detto:

    Ciao Roberto, mentre guardo il dvd Meno 100 chili che mi è arrivato qualche giorno fa, ti invio questo link con un mio contributo su un calcolo dell’energia grigia di una filiera di consumo domestica…

    http://www.ecquologia.com/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=1715:energia-grigia-delle-filiere-di-consumo-quotidiano-un-esempio-applicato-alla-frutta-&catid=15:alimentazione

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