Le città si biodegradano

Si fa un gran parlare di misure contro lo smog nelle città.

Assisto da anni a convegni nei quali si proiettano statistiche sull’aumento implacabile della popolazione nelle città.

Leggo articoli e saggi sull’abbandono delle campagne e delle montagne.

Tutto come se fosse un ineluttabile destino.

Come se noi non potessimo cambiare nulla di fronte ad una forza maggiore.

Non è così. La Natura ha altre regole: proviamo a capirle e seguirle.

L’ho raccontato a mio modo in un breve saggio contenuto nel libro “Made in Italy aree. Food & sharing economy” curato da Maurizio Guandalini e edito da Mondadori.

Ai miei lettori regalo il mio capitolo con la speranza che possa contribuire a cambiare punto di osservazione, cliccate sul link sottostante per la lettura gratuita:

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Non contempliamo più il volo degli uccelli

Non contempliamo più il volo degli uccelli.
Non interpretiamo più il desiderio della Natura.
 
e così…
 
Non sono auguri i bambini nigeriani imbottiti di esplosivo
Non sono auguri i kamikaze afgani saltati in aria contro una pattuglia USA
Non sono auguri i risparmiatori truffati dalle banche italiane
Non sono auguri i presunti grandi del calcio pagati per nascondere
Non sono auguri i siriani in fuga dalla guerra
Non sono auguri i bambini africani adagiati in fondo al Mediterraneo
 
Perché se lo fossero, anche solo un po’, non avremmo bisogno di interpreti per capire che la volontà non è di altri se non di noi stessi.
Natale 2015 – Capodanno 2016
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Nutrire la terra contro il deserto

è il titolo di un bellissimo reportage di Matteo De Fazio di Radio Beckwith sul progetto curato da Aica con il supporto della cooperativa Erica in Tunisia a Degache.

Progetto finanziato dall’otto per mille della chiesa Valdese.

Buona lettura

http://report.ottopermillevaldese.org/nutrire-la-terra-contro-il-deserto/

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Scala Mercalli

Luca Mercalli ha portato in prima serata l’ecologia e i temi collegati.

Non è il primo a farlo, ma ha espresso una sua originalità.

Lo ha fatto a modo suo.

Un modo che a me personalmente piace: schietto, diretto, scientifico, a tratti toccante e scioccante.

Luca Mercalli: agitatore di coscienze; ne abbiamo bisogno, come un bicchiere di acqua fresca con un po’ di limone nel torpore di una calda giornata d’estate in piena digestione.

Chi volesse vedere la puntata alla quale ho partecipato anche io  può farlo a questo indirizzo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6b29fc51-47cf-4b4d-8baa-61bebaec999a.html

 

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I Rifiuti? Non esistono!

ho provato a scrivere una recensione dell’ultimo libro di Marco Boschini e Ezio Orzes.

La trovate completa su www.envi.info

Quando diciotto anni fa, da assessore del Comune di Alba, introdussi, primo comune in Piemonte, la raccolta differenziata cosiddetta porta a porta anche dell’umido, amici del settore come Enzo Favoino mi avvertirono che non ne sarei rimasto indenne. Che la passione mi avrebbe travolto. Che di rifiuti avrei continuato ad occuparmene.
Così è accaduto ed oggi con i colleghi della cooperativa ERICA cerco di guadagnarmi il pane.

La stessa cosa è accaduta a tanti amministratori.
Marco Boschini ed Ezio Orzes ne sono l’esempio più virtuoso.
Sono i testimoni di questa passione che ti avvolge e trascina.
Credo che sia un po’ come quei medici che non riescono a stare lontano dalle popolazione fortemente colpite dall’ebola o dal virus HIV, venuti a contatto hanno una sola missione, debellare il virus.

Marco e Ezio nel loro “I rifiuti? Non esistono!” edito da emi, nella collana infralibro, evidenziano questa missione: debellare il virus dei rifiuti.

[…] continua su envi.info

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Regalo solidale

Il Natale si avvicina.

Non solo da calendario, ma le pubblicità, gli addobbi stradali, la disposizione dei prodotti negli autogrill…

Allora semplicemente vi invito a pensare ad un regalo solidale.

“Voglio raccontarti una storia” è un testo introdotto da Luca Mercalli, un dialogo tra un nonno e un nipote che non ha vissuto alluvioni (ancora), un dialogo ricco di citazioni letterarie che dimostrano come l’uomo sia sordo a sé stesso.

E’ in vendita senza prezzo di copertina, ma a fronte di un’offerta minima di 10 euro (più spese di spedizione): il ricavato sarà destinato a progetti educativi in scuole di Genova e Zavidovici (Bosnia) colpite da recenti alluvioni.

Non avete che da scrivermi: roberto.cavallo@cooperica.it

Grazie per quanto vorrete fare.

copertina

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Voglio raccontarti una storia

Vent’anni fa, nel cinema di Torre Pellice, proiettavano “Il Postino”.

Era il 4 novembre.

Il sorriso di Massimo Troisi se ne era andato da qualche mese e la gente che usciva dal cinema aveva il volto rigato dalle lacrime.

Anche il cielo piangeva. Piangeva non solo a Torre Pellice, ma in tutto il nord Italia, soprattutto nel sud del Piemonte.

Pioveva così tanto che non riuscii a rientrare ad Alba.

Alle mie insistenti richieste di capire come mai non si potesse prendere il pullman, che settimanalmente mi riportava a casa dall’Università, una voce preoccupata dell’ufficio informazioni mi rispose che la stazione degli autobus di Alba era allagata e con lei tutti i pullman.

Il resto delle informazioni le ricevetti in diretta nelle ore successive appiccicato ad uno schermo di TV.

Arrivai ad Alba nel primo mattino del 6 e mentre io già spalavo fango del Cherasca e del Rio Misureto il Tanaro ancora trascinava via corpi in provincia di Asti ed Alessandria.

Da quel giorno ho raccolto testimonianze, ma soprattutto libri che raccontano di tante alluvioni succedutesi nel tempo e nello spazio.

Mentre leggevo e archiviavo meticolosamente quelle pagine mi chiedevo come fosse possibile che non avessero insegnato nulla.

Eppure le pagine di Puskin, Dostoevskij, Zola, Pavese, Fenoglio e tanti altri sono chiare, forti, a volte pugni nello stomaco, altri groppi alla gola, insomma non possono lasciare indifferenti.

Invece le alluvioni si ripetono con sempre più drammatica violenza per causa dell’uomo e della sua irresponsabilità, della sua refrattarietà a ricordare, a voler parlare della natura; per colpa di un uomo che è alla costante ricerca di un alibi: così le alluvioni sono colpa di Dio o dei fiumi impazziti o delle stagioni che non sono più quelle di una volta.

Non riusciamo ad ammettere che i danni provocati da una naturale divagazione di un corso d’acqua sono responsabilità di chi pianifica una città, di chi la costruisce e la lascia costruire, di chi non ha voglia di studiare, leggere e ricordare e non è in grado di raccontare ai propri figli e nipoti una memoria che è più facile cancellare.

Io quella storia la VOGLIO raccontare.

Vi aspetto il 6 novembre ad Alba

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