Riconciliatevi! [4 – continua]

La Francia scopre gli Arabi islamici verso l’inizio dell’VIII° secolo, all’epoca delle loro prime conquiste. Nella regione di Tolosa, inizialmente, poi in Settimania (antico nome dell’attuale regione Languedoc-Roussillon. NdT), dove si installarono per mezzo secolo (711-759). La battaglia che tutto il mondo conosce e che ostacola parzialmente la progressione dei musulmani in Francia è quella di Poitier, nel 732. E’ lì che Carlo Martello, futuro nonno di Carlo Magno, ha vinto la guerra contro il califfo Abd al-Rahman. Ciò non impedirà Carlo Magno di cercare più tardi un accordo con l’Islam. Per preservare i cristiani di Oriente e il Santo Sepolcro di Gerusalemme, principalmente.

Carlo Magno invia dunque, nel 797, presso Haroun ar-Rachid, il grande Califfo di Bagdad (786-809), un’ambasciata guidata dall’ebreo Isaac d’Arsella. Costui ritorna, cinque anni più tardi, con gli accordi firmati e, come regalo per l’Imperatore, un elefante bianco d’Asia. Il primo elefante d’Europa.

E’ con la colonizzazione del Magreb nel XiX° secolo che appaiono le comunità musulmane di Francia. Ma la prima moschea non è costruita che dopo la prima guerra mondiale, per rendere omaggio ai settantamila morti di confessione musulmana che hanno combattuto per la Francia. Diventati cittadini francesi a partire dal 1947, i musulmani algerini si installano numerosi nelle metropoli, con gli stessi diritti dei Baschi e dei Corsi.

E voi, fratelli ebrei.

I vostri antenati sono arrivati in Francia all’epoca romana. Erano gli individui dei re, prima che i Normanni diventassero francesi.

Si installarono a Parigi sedici secoli fa. La sinagoga descritta da Gregorio di Tours si erigeva più o meno sull’attuale sagrato di Notre Dame. Il cortile della Juiverie, il quartiere degli ebrei (Juifs in francese. NdT) prima della loro espulsione e confisca dei loro beni da parte di Filippo Augusto nel 1182, occupava lo spazio che fu della stazione della Bastiglia prima che cedesse il posto alla recente Opera. Nel medioevo, la rue de l’Harpe (via dell’Arpa) si chiamava via dell’Harpe-Juive (dell’Arpa ebrea). Sotto Saint Louis, il famoso rabbino Yehiel di Parigi vi aveva stabilito la sua yeshiva (scuola ebrea di studi talmudici).

Infine, sapete, miei amici, miei fratelli, che sulla facciata della più prestigiosa cattedrale di Francia, e senza dubbio perfino del mondo, Notre Dame di Parigi, figurano ventotto statue all’effigie dei ventotto re d’Israele?

E’ vero che gli ebrei non furono emancipati che il 27 settembre 1791, dopo la rivoluzione francese.

Prima della seconda guerra mondiale erano circa trecentomila.

Dal 1942 al 1944 un terzo fu deportato, cosa che non sarebbe potuta accadere senza l’appoggio della milizia francese. Due terzi ciononostante sono sopravvissuti grazie al sostegno della popolazione, di coloro, uomini e donne, che hanno, spesso a rischio dello loro stessa vita, teso la mano agli ebrei: i Giusti.

Con la decolonizzazione e l’indipendenza dell’Algeria, dal 1948 al 1975, gli ebrei del Magreb, spinti da ragioni di sicurezza o economiche, arrivarono numerosi in Francia, facendo così triplicare la popolazione ebraica. Cifra alla quale si aggiunse l’immigrazione di qualche sopravvissuto dell’Europa centrale. E’ così che si stima oggi la comunità ebraica francese tra seicento e settecentomila individui.

Ora che condividete lo stesso destino, quello della Francia, musulmani ed ebrei, amici e fratelli, riconciliatevi!

[…]

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