Riconciliatevi! di Marek Halter

è già stato tradotto in italiano da Francesco Bruno e pubblicato da Marsilio.

Io quando l’ho comprato nella libreria Al Kitab in avenue Bourguiba a Tunisi non lo sapevo, ma fin dalle prime righe mi sono detto che lo avrei tradotto una pagina per volta qui sul mio blog, per chi, dei miei amici di rete, avesse voglia di leggerlo, come lo stessimo leggendo insieme.

Non ho altro da aggiungere. Che tutto abbia inizio:

RICONCILIATEVI (trad. R. Cavallo)

Ebrei, cristiani, musulmani. Miei fratelli, miei amici, miei vicini.

Dico.

Fratello mio, vicino mio, amico mio.

Perché mi odi? Perché aver urlato “Morte agli Ebrei!”? Io ne sono uno, lo sai? Per affermarti? o perché laggiù, in Israele, altri Ebrei sono in guerra con i palestinesi di Gaza?

Sarebbe dunque per solidarietà. Ora, gli Ebrei d’Israele sono israeliani, e quelli di Francia sono francesi. Così come un musulmano di Francia non è un marocchino, un tunisino o un algerino, ma un francese. E’ di conseguenza assurdo credere che distruggendo un negozio di un Ebreo a Sarcelles (cittadina di 60mila abitanti, 20 km a nord di Parigi NdT) si aiuterebbe un palestinese a Gaza.

Ah, la solidarietà! Solidali, lo siamo tutti ad un certo momento. Ma la solidarietà è sempre dalla parte della giustizia? Come Camus aveva ragione! Sovente, tra la madre e la giustizia, è la madre che noi scegliamo.

Comunitario? E allora? Quando i protestanti americani solidarizzavano con i protestanti di Belfast nel corso di questa guerra fratricida con i cattolici che durò cent’anni, erano loro pertanto dei cattivi americani? SI sono loro attaccati agli americani cattolici dei loro stati?

Shakespeare fa dire a Giulio Cesare: “tutto ciò che si assomiglia non è identico”. In effetti, noi siamo tutti uguali, ma non siamo tutti allo stesso modo. E’ così: a ognuno la sua memoria. E fortunatamente. Senza questo, niente letteratura: un solo libro basterebbe.

Ma la differenza giustifica l’odio? Non dovrebbe al contrario suscitare la curiosità, l’interesse per l’altro?

Sarcelles, 20 luglio 2014: una città di sessantamila abitanti, il sindaco François Pupponi, seduto nel suo Comune come Abramo sotto la sua tenda, la porta aperta a qualsiasi persona. Loro sono numerosi e diversi, gli abitanti della sua città, a una mezz’ora di Parigi, ma loro vivono in pefetta intesa: Tamil, Turchi, Curdi, Pachistani, Cingalesi, Comoriani, Rumeni, copti, caldei, cristiani certo, ebrei, musulmani…

Ebrei e musulmani, ciascuno ha il suo quartiere. Tutti si incontrano, si incrociano, sulla piazza “du Souvenir-Français”, un nome predestinato, e sul mercato del viale Frédéric-Joliot-Curie.

Quella domenica, il 20 luglio 2014, una manifestazione por-palestinesi degenera… Eh sì… Quel giorno là io assisto a una sorta di pogrom, Il pogrom, derivato, come indica il suo nome dalla Russia zarista della quale la mia Polonia natale ha conosciuto le devastazioni, sbarca da noi, in Francia. Chi l’avrebbe creduto?

Ho voglia di urlare “Svegliatevi!”. A quelli che non conoscono le Scritture, ho voglia di citare il Profeta: “Colui che saccheggia o usurpa o incita al saccheggio non è considerato come uno dei nostri”.

Ora, dopo qualche mese, niente è più così. Le persone si parlano, ma con diffidenza. Si incrociano gli sguardi pieni di ostilità.  […]

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...